Marco Riva: “Sarà bello rivedere lo sport vivere”

Sabato 13 marzo l’Assemblea elettiva del Comitato Ragionale Lombardia del CONI ha scelto il nuovo presidente per il quadriennio 2021-2024. A Oreste Perri, che ha diretto il Comitato per sei anni, è succeduto Marco Riva, con i suoi 38 anni di gran lunga il più giovane presidente regionale d’Italia. Il Lecchese, socio del Panathlon di Como, ha accetto di rispondere a qualche nostra domanda.


Intervista di Giorgio Ambrogi

Presidente Riva, sabato è arrivata la conferma di una scelta fatta già da tempo dallo sport lombardo con un plebiscito a suo favore.

“È una grande soddisfazione. Sono contento. È stata una bella dimostrazione di unità, di compattezza e di lavoro di squadra. Un traguardo che si è potuto raggiungere solo con un team compatto che ha raggruppato tutte le componenti sportive. Comprese quelle personalità sportive del territorio di cui ci sarà bisogno in tutto il percorso del prossimo quadriennio”. 

Di sicuro il periodo non è dei più facili e il lavoro che si prospetta è molto duro per lo sport.

“Stiamo affrontando una sfida importante che è legata a questo periodo critico di pandemia. Bisogna dare sostegno al mondo dell’associazionismo sportivo e a tutte le componenti dello sport. Dalle Federazioni passando per le associate e gli enti fino ad arrivare alle benemerite. Occorrerà trovare la giusta strategia per evitare che ci siano troppe società sportive dilettantistiche, associazioni o altre piccole e medie realtà che siano costrette a chiudere, come sta succedendo, purtroppo, per commercianti, ristoratori e piccoli imprenditori”.


Le tre parole chiave sono competenza, coraggio e unità


Che soluzioni ci possono essere?

“Penso che al momento serva un vero e proprio ‘Piano Marshall’ per lo sport e i giovani. Un piano che preveda investimenti e riforme serie fatte da persone che conoscano la materia e sappiano prendere delle decisioni usando un giusto equilibrio tra competenza, coraggio e capacità di ascolto. Senza trascurare gli aspetti fondamentali legati anche all’impiantistica”.

In che modo si può intervenire in questo delicatissimo settore?

“Occorre una mappatura e un monitoraggio di tutte le strutture. Centri sportivi, federali e non, palestre scolastiche e playground fino alle strutture relative agli sport dell’acqua. Questo servirà per capire, in collaborazione con l’ANCI regionale, dove e come intervenire sia per ristrutturazioni sia per definire la creazione di nuovi impianti”.

Da sempre si parla di sport a scuola.

“Con il mondo della scuola occorre capire quali strade siano percorribili nell’affrontare le criticità legate alle palestre scolastiche per poter implementare e valorizzare l’attività motoria in ambito scolastico. Questo aiuterà sicuramente ad avvicinare in maniera corretta le nuove generazioni alla sana pratica sportiva e ai giusti valori sportivi”.


La passione è un datore di lavoro molto esigente perché non si manifesta solo sui campi di gara, ma è con noi sempre, 24 ore su 24


Valori di cui si parla spesso…

“Tutto quello che ci prefiggiamo e per cui lavoriamo deve avere i come denominatore comune i valori dello sport. A cui, soprattutto nei prossimi anni, devono affiancarsi sempre, come stella polare, i Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026. Un evento che ci deve servire anche per diffondere, appunto, quei valori olimpici che, poi, sono anche quelli del Panathlon. L’aspetto culturale sarà un punto importante su lavorare per le nuove generazioni”. 

Come vede lo sport dopo questo periodo nero?

“Una delle cose più belle sarà rivedere lo sport vivere e riaffermarsi nella nostra regione. Non solo dal punto di vista degli addetti ai lavori, ma perché va considerato come fondamentale per la nostra società. Sarà un lavoro duro arrivarci, ma ci aiuterà la passione. Noi del mondo dello sport, infatti, siamo tutti dipendenti di un unico datore di lavoro che è, appunto, la passione. Un datore di lavoro molto esigente perché non si manifesta solo sui campi di gara, ma è con noi sempre, 24 ore su 24”. 

In tutto questo sarà fondamentale una comunità di intenti con la Regione Lombardia dove a capo dello sport c’è il suo concittadino Antonio Rossi.


“Con Rossi c’è un rapporto molto stretto. Siamo entrambi Lecchesi e abbiamo un ottimo rapporto. Abbiamo già iniziato a parlare. In generale, c’è totale collaborazione e massima sintonia con Regione Lombardia proprio come c’è stata nel periodo precedente con Martina Cambiaghi e, tutt’ora, con il presidente Fontana. Sono certo che questo clima proseguirà anche nel futuro con tutto lo staff e grazie a ciò possiamo guardare con fiducia al futuro del mondo sportivo”.

Marco Riva e Antonio Rossi in occasione dell’Assemblea elettiva del Comitato regionale Lombardia del CONI

Lei subentra a Oreste Perri. Cosa le lascia la sua presidenza?

“Perri mi ha aiutato molto in questo percorso. È una persona dalla grandissima umanità che, sicuramente, interpellerò nel prossimo quadriennio per consigli e suggerimenti. Glielo ho già anticipato. Come ho già detto, più in generale, siamo arrivati a questo clima di totale condivisione e unione grazie al lavoro che abbiamo fatto tutti insieme. È di fondamentale importanza il clima inclusivo che si è creato, anche con Pierangelo Santelli e il Comitato Italiano Paralimpico, con cui anche dal punto di vista personale c’è piena sintonia”. 

Lei ha parlato anche di comunicazione.

“Sì, credo sia importante per il nostro lavoro una digitalizzazione della comunicazione in modo da poter mettere a disposizione di tutte le organizzazioni legate al mondo dello sport servizi di informazione e formazione. Sarà importante pensare anche una serie di eventi specifici in cui coinvolgere i canali di comunicazione e Università per fornire delle linee guida a federazione ed enti su come rapportarsi con i media”. 

Sicuramente le si prospetta un quadriennio di grandi sfide.

“Ebbene sì! Le sfide da affrontare e vincere sono tante e vanno affrontate con grande passione seguendo tre parole chiave che sono competenza, coraggio e unità”.

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