Scuola, Bianchi: “Ritorno in presenza e in sicurezza il prima possibile”

Con tutta Italia in zona rossa e in zona arancione, per via del decreto di Pasqua entrato in vigore il 15 marzo, sono quasi 7 milioni di studenti, cioè 8 su 10, seguono le lezioni da casa. E per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi “chiudere è stato un atto di responsabilità del governo”. “Bisogna essere ancorati alla realtà: le scuole del primo ciclo le abbiamo tenute aperte fino allo stremo, anzi le scuole non hanno mai chiuso. Abbiamo tenuto i piccoli in presenza fino a che è stato chiaro che questo virus poteva colpire anche loro. Stiamo lavorando per riportarli in presenza il prima possibile in sicurezza”, ha affermato a ‘Unomattina’ su Rai 1.  

“Non è stata una decisione a cuor leggero – ha sottolineato Bianchi – ma l’abbiamo fatta con senso di responsabilità e con tutto il supporto tecnico che ci è stato offerto in questa situazione per prendere scelte motivate e ragionevoli. Ma scelte in cui tutto il Paese deve essere presente: sappiamo tutto di quanto si sta soffrendo, però deve essere una sofferenza collettiva e su questo stiamo lavorando tutti”. 

VIRUS CAMBIATO 

Bianchi ha evidenziato che “questa non è la terza puntata della storia, è una storia nuova: il virus è cambiato, è la variante inglese e questa colpisce i bambini, non li esclude com’era nel primo giro. Sono a rischio i nostri figli e nipoti: quindi con grandissima difficoltà, ma con grande responsabilità, abbiamo dovuto mettere quest’aa bandiera rossa. C’è un pericolo e lo affronteremo tutti insieme”. 

DIDATTICA A DISTANZA 

Il ministro ricorda che “in questo anno i nostri insegnanti hanno lavorato moltissimo. Hanno fatto tantissime esperienze. La Dad non è quella dell’anno scorso, ci sono molte esperienze e noi diffonderemo le buone esperienze di questo periodo per dimostrare che i nostri insegnanti hanno sempre tenuto la porta aperta e il contatto con i loro ragazzi”. “La scuola è in presenza per definizione ma non è stata ferma, i nostri insegnanti non sono stati fermi. Ci vuole fiducia nella scuola e negli insegnanti. È un elemento importantissimo. – ha sottolineato Bianchi – Dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a superare questo periodo ed elaborarlo. Stiamo lavorando per aiutare le famiglie e dare più strumenti per ampliare l’offerta didattica e fare un ponte tra quest’anno e il prossimo”.  

MATURITÀ 

Quanto alla maturità, sarà un “esame non all’acqua di rose né di emergenza: gli studenti avranno modo di testimoniare come sono cresciuti come persone in questo ciclo di studi. Abbiamo fatto un passaggio in avanti, un esame di maturità vero e pieno”. 

 

 

Sorgente: Adnkronos

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