Una sera a cena con Domenicali, tra pista e strada

“Comunque vada … è stato un successo”. Sorrisi “a denti bianchi” e più di un motivo di esaltazione filantropica a margine dell’ultima Conviviale Panathlon Milano. La prestigiosa location (centro Porsche Milano est), il maestoso logo retroilluminato, il faccia a faccia tra Domenicali e Innocenti – con il presidente Filippo Grassia divertito mattatore – e i cento partecipanti. Un’atmosfera dai toni non scontati che ha suggellato la partnership di Porsche Italia con l’intero staff. Presente il Governatore dell’area Lombardia Fabiano, Gerevini, inappuntabili i rappresentanti degli altri sette Club Panathlon. “Di gusto, di più”. Davvero non si poteva chiedere di più alla serata.

L’atmosfera attraverso i temi. Piacevole gente, buon cibo, vino al calice di fermezza. Tra una domanda a Stefano Domenicali (Amministratore Delegato Lamborghini) e una curiosità a Pietro Innocenti (CEO di Porsche Italia), si è creata quella ‘chimica’ giusta che ha ‘carezzato’ i tre marchi – l’amarcord Ferrari sarebbe stato delittuoso escluderlo – e che ha esaltato la curiosa platea. Tra i temi: Milano-Cortina 2026, il Mondiale F1 che va ad esaurirsi, le nuove strategie per la produzione di autovetture a zero emissioni. Guai a chi se l’è persa!

Con la ‘Rossa’ ancora nel cuore. Ripercorrendo i suoi 23 anni di carriera nella scuderia di Maranello, Domenicali ha passato in rassegna i momenti chiave di quell’avventura: chiamato a sostituire Jean Todt, ha raccolto un mondiale costruttori e 4 secondi posti nella classifica piloti. Un titolo, quello individuale sfiorato soprattutto nel 2008 quando Felipe Massa vide sfumare all’ultimo giro dell’ultimo GP: “Appena Massa ha tagliato il traguardo, mi sono girato e ho visto la famiglia di Felipe esultare, ma io non mi sono dato ai festeggiamenti. Osservando il monitor e la posizione GPS di Hamilton, sapevo che Lewis sarebbe riuscito a portare a casa il mondiale proprio in quell’ultimo giro dell’ultima gara stagionale”. Così ha raccontato Domenicali. Un racconto accorato, che ha così spinto Filippo Grassia alla logica provocazione: nostalgia di casa Ferrari? “Nessun sentimento di nostalgia – sicuro Domenicali – o di di rimpianto, convinto di avere sempre lo sguardo proiettato a quello che il futuro riserva facendo tesoro dei molteplici eventi che hanno caratterizzato il passato”.

Lamborghini e Porsche, “Ritorno al futuro”. Chiacchierata “vista mare” con lo sguardo verso l’orizzonte che si apre in ordine di strategie di produzione dei due prestigiosi marchi.

Così è intervenuto Pietro Innocenti sugli obiettivi futuri di Porsche: “la notorietà del Brand Porsche è l’elemento cardine su cui basare il futuro del nostro marchio, rispettando tutte le caratteristiche che hanno reso grandi i diversi modelli della casa automobilistica di Stoccarda, ma proponendo vetture costantemente all’avanguardia per quanto riguarda il comfort alla guida, sempre puntando sulla centralità del piacere di guidare che contraddistingue il cliente tipico di Porsche”. I due Manager hanno quindi illustrato una panoramica generale sulle velleità che le proprie aziende intendono inseguire: ampia produzione di modelli elettrici Porsche che partirà nel 2021 e l’incremento del positivo flusso di vendite Lamborghini (da 2000 a 8000 mila vetture).

Metti un Leclerc nel bel mezzo… Atmosfera ormai a tinte “rosse”, Domenicali ha così reso onore alle armi (curiose) degli appassionati commentando gli ultimi risultati in casa Ferrari: 3 vittorie consecutive, 4 pole, una doppietta. Il bilancio delle emozioni potrebbe far oscillare la bilancia dei podi di nuovo dalle parti di Maranello? Domenicali ha illustrato il suo pensiero secondo una “Mercedes forse troppo focalizzata sulla realizzazione della vettura che scenderà in pista nella stagione 2020, rispetto alla Ferrari che si sta più concentrando sullo sviluppo di quella attuale”. In linea di massima dia Innocenti che Domenicali si sono ritrovati a concordare in una ripresa netta del “Cavallino rosso” già dalla prossima stagione. Il presupposto giusto è il volante nelle mani di Charles Leclerc: “Charles ha un enorme potenziale e un’impressionante lucidità per un ragazzo della sua età… per diventare campione dovrà imparare a gestire il talento che sa esprimere e riuscire a non cadere nelle provocazioni che nel futuro i suoi rivali potranno contrapporgli in pista durante la gara . Se riuscirà a gestire questi due aspetti, nulla potrà impedirgli di diventare un Top driver della Formula per molto tempo”.

Chiusura in bellezza. Non prima dell’ultima curiosità bomba per Domenicali: “Sarà lei a condurre la direzione generale dei giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026? “No”.

Un “no” che presto potrà lasciare spazio a un “no comment”.

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