Cena di Natale con Marotta: il ‘risolutore’ sulla poltrona che ‘scotta’

Incontri ravvicinati…. del ‘nostro’ tipo. Un tipo che ha vinto tutto e che vincerà ancora. Un tipo che ne ha viste tante, che ne risolverà ancora altre. Il tipo giusto per la Cena di Natale Panathlon Club Milano al Melià Hotel: Giuseppe Marotta, un ‘risolutore’ sulla poltrona che scotta. 

Grande atmosfera, e non solo per l’immediatezza della feste. Cento presenti. Duecento occhi che mangiavano con lo sguardo (nonostante lo squisito menù del Melià) ogni parola dell’AD dell’Inter nel duetto con il Presidente Filippo Grassia. 

Tandem di punta di una serata che ha coinvolto i presenti ai confini dell’aura natalizia.

Diversi i temi sviscerati da Marotta (a cui è stato consegnato il premio di “Sportivo dell’anno”). Dal discusso divorzio dalla Juventus all’arrivo fragoroso sulla poltrona del club nerazzurro. Passando per gli inizi, soffermandosi su gustosi amarcord: “Il mio arrivo all’Inter non era da escludere – ha confessato il dirigente – amo la mia terra, ho cominciato dal Varese (la città natale) forse era giusto che terminassi così”. Spunto di riflessione. Davvero sarà l’Inter l’ultima poltrona da cui dirigere il calcio? E se dietro l’angolo ci fosse la presidenza di Lega? Marotta ha glissato non prima di aver ricordato: “Che l’importanza per un club, così come per una Lega, è il concetto di organizzazione nella struttura societaria e nelle sue componenti. Da lì crescono le basi solide per i successi”. 

Basi che ha puntellato personalmente in carriera venendo a contatto con i grandi personaggi dello sport. Non ultimo il grande Gigi Riva: “Recentemente ho visto in tv un documentario che parlava di lui – ha detto – ho provato sensazioni positive nel seguire il racconto delle sue gesta, emozioni che probabilmente utilizzerò nei successivi approcci con gli altri: dai colleghi ai calciatori…. Personaggi come lui ‘fanno’ il calcio. Questo è il calcio che voglio”. Chiosa sulle curiosità. Quale il calciatore che non si è ‘fatto’ campione sotto un suo mandato? “Beh, facile dire Cassano, un genio del calcio … chissà cosa avrebbe potuto ancora dare … un po’ come Balotelli”. Un tandem che ‘scotta’, come la poltrona nerazzurra. Almeno fino all’arrivo di Marotta.

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