Il Panathlon Club Milano in lutto per David Messina

Il Panathlon Club Milano colpito dal lutto per la scomparsa, a 92 anni, del socio David Messina, decano del giornalismo sportivo italiano. Alla moglie Enrica vanno le condoglianze e il forte abbraccio dei soci.

Siciliano, ha iniziato nella sua regione la professione giornalistica come corrispondente di Tuttosport prima di trasferirsi a Milano dove ha ricoperto il ruolo di inviato della Stampa, del Corriere dello Sport e della Gazzetta dello Sport.  E’ stato uno dei pionieri, se non l’inventore, delle cronache di calciomercato e, nel corso degli anni ha partecipato come autore e conduttore a programmi tv sportivi, oltre a quella di autore di libri di tema calcistico.

I funerali di David Messina si terranno lunedì 6 maggio alle ore 11.00 a Milano presso la Parrocchia di Santa Giustina, in piazza Santa Giustina, 15 (viale Affori).

Ecco come lo ha ricordato sul sito del Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi, l’amico Gabriele Tacchini con cui ha condiviso anche la frequentazione del Panathlon Club Milano.

La folta chioma da tempo bianca, l’eleganza d’altri tempi con l’immancabile gilet e la cravatta dalle tinte vivaci. Ci ha lasciato, a 92 anni, un personaggio unico, non solo sotto il profilo estetico. Difficile, anzi impossibile, da dimenticare. David Messina è stato un giornalista straordinario, un uomo speciale, una guida appassionata per i più giovani, l’autore di tante battaglie in nome di quella professione che amava. Qui non possiamo non ricordare la lunga militanza nell’USSI attraverso il GLGS, il Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi, che lo ha visto alla presidenza per circa tre lustri, fino al 2009. E ricordiamo anche l’emozione, nei suoi occhi e nei nostri, quando il 7 febbraio di due anni fa, in occasione del suo novantesimo compleanno, gli facemmo – con la presidenza di ALG e Panathlon – una festa a sorpresa.

Il giornalismo è stato la sua vita. Aveva cominciato a Palermo, la sua città d’origine, a L’Ora come cronista giudiziario (forte della sua laurea in Giurisprudenza) anche se la sua vera vocazione era raccontare lo sport e quel che c’era dietro lo sport. Una vocazione coltivata dopo il trasferimento al Nord, firmando per Tuttosport, Corriere dello Sport, La Stampa e la Gazzetta dello Sport. La ‘rosea’ è stata per tanti anni la sua casa. I saloni e i corridoi del Gallia (e degli altri alberghi che si sono succeduti come sede del calciomercato) i suoi terreni di battaglia: giornalisticamente è stato, se vogliamo, l’inventore di quel mercato dove bisognava ricorrere alle proprie conoscenze e alle proprie relazioni per arrivare alla notizia del trasferimento di un calciatore da una società all’altra al termine di trattative condotte dai dirigenti (non c’erano i procuratori) in una stanza d’hotel. In quelle occasioni David c’era. Con l’eleganza di sempre. Uno stile portato poi anche sui teleschermi con il boom dei “processi” tele-calcistici.

Non si può racchiudere la sua carriera in poche righe. Qui vogliamo ricordare anche il suo impegno negli organismi di categoria, la presenza costante nelle vicende sindacali: un impegno che non è mancato neppure negli ultimi anni, quando l’età reclamava una inevitabile riduzione delle forze. Anche qui David c’era sempre.

E per tanti, che lo hanno conosciuto e apprezzato nei vari aspetti della sua multiforme attività, il suo ricordo resterà indelebile.

(Gabriele Tacchini)


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