Federica Pellegrini, un viaggio da Divina

Da Atene 2004 a Tokyo 2021. Un viaggio lungo, tortuoso, fatto di (tanti) alti e (pochi ma pesanti) bassi, ma che è culminato con una girandola di emozioni sia per la diretta interessata sia per gli spettatori che l’hanno accompagnata nel percorso. Federica Pellegrini ha corso nella notte tra martedì e mercoledì il suo ultimo 200 stile libero, concludendo la finale al settimo posto dopo aver rischiato di non passare le batterie. 


di Matteo Pifferi – DataSport

Già, perché dopo il 15° turno che l’ha proiettata in semifinale, non sono mancate le critiche sul rendimento al di sotto delle attese per una donna, una ragazza, un’atleta che ha saputo, invece, bruciare le tappe e dimostrare a tutti di essere di un altro pianeta.

Il palmares di Federica Pellegrini fa impallidire la stragrande maggioranza degli atleti i cui nomi sono incisi nella storia di questa specialità o di altre. A 16 anni, alla prima partecipazione ai Giochi Olimpici, quasi come un lampo ha nuotato i suoi 200 stile libero in 1’58”22, ottenendo un argento clamoroso, riportando l’Ital-nuoto sul podio dopo 32 anni dagli exploit di Novella Calligaris, diventando, tra l’altro, la più giovane atleta italiana a salire su un podio ai Giochi Olimpici. Da quel momento è un tripudio di emozioni e vittorie: nel 2005 vince l’argento nei 200 stile libero ai Mondiali di Montreal, oltre all’oro agli Europei in vasca corta e il bronzo nei 400 metri stile libero, altra specialità provata da Federica. Nel 2006 è tempo di europei in vasca corta e anche in questo caso arriva una medaglia, l’argento, nei 400 stile libero anche se l’annata è travagliata, sia per problemi fisici che per il primo cambio di allenatore, da Di Mito a quel Castagnetti che ne segnerà parte della carriera. 

Nel 2007 la nuotatrice veneta si riscatta ai Mondiali di Melbourne, vincendo il bronzo nei 200 stile libero a cui fece poi seguito l’argento agli Europei di Debrecen in vasca corta. La svolta, però, arriva nel 2008: dapprima colleziona un oro agli Europei di Eindhoven nei 400 stile libero, con tanto di record del mondo fissato a 4’01”53, a cui poi aggiunge argento e bronzo nelle staffette. A Pechino ha gli occhi puntati di mezzo mondo e, come al solito, il suo rendimento divide gli appassionati: convinta di poter fare sia 200 che 400, Federica delude nella distanza più lunga, chiudendo quinta, ma stravince i 200 con il nuovo record del mondo, regalando all’Italia il primo oro femminile olimpico nel nuoto.

Ogni anno che passa, Federica acquisisce esperienza, credibilità, valore: nel 2009 è la grande stella dei Mondiali di Roma e la voglia di fare (e strafare) è tanta a tal punto che l’azzurra si iscrive a tutte le specialità: 100 metri, 200 metri, 400 metri e 800 metri. Alla fine, vince l’oro sia nei 200 che nei 400, rinunciando poi a 100 e 800 per risparmiare le energie per le staffette, sfiorando il podio nella 4×200. Nell’ottobre 2009, però, la tragica scomparsa di Alberto Castagnetti porta ad un cambio di allenatore con Stefano Morini che prende il testimone: nel 2010 è tempo di Europei a Budapest e la Pellegrini colleziona oro nei 200 e bronzo negli 800. La delusione ai mondiali in vasca corta a Dubai (3° nei 400 e addirittura 7° nei 200) porta alla rottura con Morini e alla scelta di affidarsi a Philippe Lucas, allenatore francese in passato anche di Laure Manaudou. A Shanghai, nel 2011, Federica vince l’oro nei 200 e 400, ingigantendo un palmares che negli anni successivi diventerà ancora più cospicuo. 

Nel mezzo, Federica vive anche crisi d’ansia che le impediscono di vivere e divertirsi nuotando come invece faceva prima. Importante, però, il passaggio del 2012: le aspettative per le Olimpiadi di Londra erano altissime ma la delusione fu cocente. Sia nei 400 che nei 200 arrivò quinta, mancando così una medaglia che, ai nastri di partenza, sembrava di fatto alla portata. Nel 2013 Federica decide di riaffidarsi a Lucas e di trasferirsi a Narbonne prima di disputare i Mondiali di Barcellona, conclusi con un argento nei 200 stile libero. Nel 2014, invece, tocca agli Europei di Berlino e qui Federica fa incetta di medaglie: oro nei 200 stile libero e nella staffetta 4×200 con tanto di bronzo nella 4×100. Il quarto posto nei 400, però, porta a nuovi screzi con Lucas e così si arriva al secondo divorzio. 

Il nuovo allenatore diventa così Matteo Giunta che qualche anno più tardi (oggi) diventerà anche il suo compagno di vita fuori dalla piscina. Ai Mondiali di Kazan (2015) arrivano due medaglie d’argento nei 200 e nella 4×200 mentre nel 2016, agli Europei di Londra, colleziona l’oro nei 200 stile libero e tre argenti (4×100 stile libero, 4×100 mista mista, 4×100 stile libero mista). Dopo gli Europei, tocca alle Olimpiadi di Rio dove Fede è la portabandiera della delegazione italiana prima di passare alle gare: la veneta è iscritta, nel singolo, solamente ai 200 stile libero, diventata da due anni praticamente la specialità della casa. In finale si presenta con il terzo tempo ma il risultato conclusivo è un quarto posto che sa di amaro in bocca. La delusione la porta anche a pensare al ritiro ma, dopo settimane di riflessione, fissa il target fino a Tokyo 2020. 

Prima di volare ai giorni nostri, è bene rimarcare come Federica abbia vinto l’Oro ai Mondiali di Windsor in vasca corta (2016), Budapest (2017) e Gwangju (2019) con un anno sabbatico di mezzo. Impressionante, incredibile, imbattibile. Federica vuole chiudere in bellezza a Tokyo 2020 ma il Covid-19 sposta in là la linea del traguardo: l’azzurra, però, non molla e si supera ancora una volta. Arriva in semifinale con il 15° tempo ma poi vola in finale, diventando la prima nuotatrice della storia a partecipare a 5 diverse finali olimpiche di una stessa specialità assieme ad un altro mostro sacro come Phelps.

Una delle serie TV più di successo, in Italia e negli Stati Uniti, promosse da Netflix è, senza dubbio, The Last Dance che racconta l’epopea di Micheal Jordan e i suoi Chicago Bulls. Ecco, la Last Dance di Federica Pellegrini è stata autentica, pura, genuina ma, come ha dimostrato nella sua carriera, irripetibile e Divina, così come viene soprannominata a pieno titolo. D’altronde, 2 medaglie ai Giochi Olimpici, 19 ai Mondiali (11 in vasca lunga, 8 in vasca corta), 37 agli Europei (20 in vasca lunga, 17 in vasca corta), due ai Giochi del Mediterraneo, 4 alle Universiadi, 2 agli Europei giovanili e 180 ai campionati assoluti italiani forse non bastano per spiegare perché Federica Pellegrini è considerata una delle migliori atlete italiane della storia dello sport. E forse anche la migliore.

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