Destinazione Lviv

Massimo Achini, presidente del CSI Milano e socio del Panathlon Club Milano, ci ha raccontato la sua partecipazione a un viaggio umanitario per portare aiuto a chi scappa dalla guerra che sta travolgendo l’Ucraina. Un’avventura vissuta insieme all’Associazione M’IMPEGNO e a un gruppo di City Angel’s con Lviv (meglio nome ucraino di Leopoli) come destinazione finale per incontrare il rettore del seminario locale, Padre Ihlor. Qui di seguito vi diamo un veloce resoconto di quanto successo.


La prima tappa è stata Krynica Zdroy, piccola città polacca a poche decine di chilometri dalla frontiera, dove la spedizione ha incontrato i primi profughi e scaricato il materiale di prima necessità portato dall’Italia. La località è dove arrivano i treni da Kyiv carichi di madri che portano in salvo i propri figli senza certezze per il futuro a casa loro.

Il giorno seguente la carovana ha preso la strada per Leopoli affrontando una serie di check point. A destinazione è accolta da Padre Ihlor che racconta ad Achini e ai suoi compagni di viaggio quanto sta accadendo in una città dove la gente ha imparato a convivere con il suono delle sirene. Dove i bambini hanno dovuto smettere di andare a scuola e vedono arrivare in continuo chi scappa dalle zone più calde del conflitto.

Durante la visita in uno dei centri di raccolta di chi fugge, nasce in Achini e Valentina Piazza (responsabile di CSI per il Mondo) la domanda se lo sport, in questo momento, potrebbe aiutare i più piccoli ad affrontare questa tragedia. “Sarebbe una benedizione – è stata la risposta di Padre Ihlor -. Qui i bambini stanno perdendo la capacità di sorridere e di giocare. Vivono il un clima dove respirano tensione e ogni istante di normalità è qualcosa di meraviglioso. Farli giocare anche solo qualche istante avrebbe un’importanza fondamentale”. Perché, ha proseguito il prelato, “qui c’è la guerra, ma i bambini continuano a nascere. La speranza della vita è più forte della desolazione della morte”.

A questo punto, la spedizione italiana riparte con un’idea ben precisa. Creare una “Carovana dello sport” che porti a quei bambini di Leopoli palloni, magliette e giochi di ogni genere con animatori sportivi che li aiutino a vivere almeno un weekend di sport e di festa.

Dopo 6 ore di controlli, il rientro in Polonia con nella mente immagini e pensieri di 3 giorni durante i quali hanno incontrato tante persone. Tanti volti che raccontano l’immane tragedia che un popolo sta vivendo. Ma che raccontano anche la fierezza e l’orgoglio di non volersi arrendere alla violenza e alla prepotenza. Un’impresa possibile anche grazie all’aiuto e al sostegno di tanti.

Immagini che Achini e i suoi compagni di avventura si porteranno sempre nella mente e nel cuore, come il volto e le lacrime di gioia di Lilli, una signora Ucraina che ha sposato un italiano e che, quando è scoppiata la guerra, è tornata in Ucraina dall’Italia per curare il padre novantenne suo padre, malato a 90 anni. Oppure il volto di una famiglia in lacrime al funerale di un soldato di 20 anni. Più in generale, il volto della guerra vista da vicino e toccata con mano. La più grande follia dell’umanità.

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