Una serata con Malagò

Giovedì 28 aprile il Panathlon Club di Milano ha vissuto una serata speciale con un ospite molto speciale, il presidente del CONI Giovanni Malagò. Presso l’Hotel Enterprise di Milano, il presidente del club, Filippo Grassia, ha fatto una lunga chiacchierata con il numero uno dello sport italiano.


Inevitabile, in partenza, parlare della questione risolta alla vigilia dei Giochi di Tokyo, la scissione del CONI da Sport e Salute con cui, ha spiegato Malagò, al momento i “rapporti sono cordiali, ma inesistenti perché non ci sono connessioni. Ed è normale che sia così perché una è una società per azioni, mentre il CONI è tornato a essere un Ente pubblico”. Il ritorno a questo status è “una cosa molto prestigiosa in cui non ci sono rischi di speculazioni per la grande vigilanza che c’è nella nostra quotidianità – ha proseguito il presidente del CONI -. Di contro, però, ci sono delle lentezze burocratiche che, nel mondo dello sport, non rende le cose facili”.

Essendo a Milano, poi, è stato automatico per il presidente Grassia parlare dell’appuntamento del 2026 con i Giochi ci Milano-Cortina. La prima curiosità è stata per la struttura creata per poter organizzare l’evento. “La Fondazione Milano-Cortina 2026 non è altro che il nome che è stato dato in questo caso al Comitato Organizzatore. È un ente creato dopo aver chiesto tutti i pareri legali e superato tutti gli esami del caso ed è un ente completamente privato”.

Dopo un intervento anche dell’Assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano, Martina Riva, Malagò ha espresso il suo parere su come ci si sta avvicinando ai Giochi invernali che si disputeranno tra 4 anni. “Dal punto di vista dell’organizzazione sportiva, sono convinto che saranno dei grandissimi Giochi perché Milano sta approfittando di questa occasione per recuperare un passato in cui, sportivamente parlando, si è fatto poco o niente a livello di infrastrutture. La città sta facendo molto per recuperare questo gap. Il PalaItalia, a Santa Giulia, per esempio, sarà il fiore all’occhiello di questa città. Una volta realizzato sarà il posto giusto dove ospitare grandi eventi sportivi a livello mondiale”.

Diverso, invece, il discorso delle infrastrutture ci sui si occupa “l’Agenzia che è statale al 100%. In questo momento la situazione è ancora in alto mare. I fondi ci sono tutti, ma occorre accelerare sui cantieri. La mia idea – ha aggiunto Malagò – è che tra qualche tempo daranno a chi gestisce l’Agenzia dei poteri diversi perché altrimenti non ne veniamo a capo in tempo utile”.

Un accenno, infine, complice anche la presenza in sala dell’ex presidente della FICG Carlo Tavecchio, Grassia ha chiesto al presidente del CONI, un parere sulla mancata qualificazione ai Mondiali di Calcio per la seconda edizione di seguito. “Il fallimento del calcio non va fatto risalire i problemi economici delle squadre. Qualcosa, a mio parere, non quadra tanto nell’andamento finanziario, ma nella questione di carattere tecnico, dal punto di vista sportivo. Il motivo può essere molteplice. Forse perché ci sono pochi italiani? O perché pochi sono gli investimenti nei giovani?” 

Ad approfondire il discorso, Malagò, ha sottolineato che “nella stagione 2021-22 abbiamo vinto 283 medaglie in tutte le manifestazioni, continentali e mondiali. Un’impresa che temo sarà impossibile che si possa ripetere. Siamo stati secondi al mondo dietro gli USA che, però, hanno qualche centinaio di milioni di persone più di noi e una cultura sportiva maggiore alla nostra”.

Il calcio, ha proseguito, ha una situazione meno facile che in passato. “In Italia siamo 60 milioni di persone da 20 anni e un questo periodo 20 milioni di italiani hanno accresciuto l’aspettativa di vita tra i 2 e i 3 anni. Inoltre, secondo uno studio fatto, dal 1994 al 2021 5 milioni di persone tra i 18 e i 35 anni, che è l’età olimpica e di massimo fulgore sportivo, non ci sono più. Sono tutte finite nella categoria over 60. Poi, va tenuto conto che siamo paese multidisciplinare ed eclettico. Prima quasi tutti giocavano a calcio, oggi i ragazzi scelgono, grazie a Dio, altri sport. Tenendo conto che tutto ciò porta ad avere il doppio problema della mancanza di massa e di infrastrutturazione, perché dovremmo vincere? O si cambia qualcosa o non si sa perché nel calcio le cose debbano cambiare”. 

Prima di salutare i soci del Club, Giovanni Malagò ha affiancato Filippo Grassia che ha consegnato agli atleti paralimpici Alessia Berra e Andrea Liverani la fascia quali “Ambasciatori del PC Milano”

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